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Il viaggio nell’Islanda che mi ha stregato il cuore parte dalla capitale: Reykjavík tra attrattive, leggende e curiosità.

Vi starete chiedendo il perché esista sul mio sito una sezione interamente dedicata all’Islanda, saprete che ho pubblicato un romanzo ambientato su quest’isola ma la verità è che l’Islanda mi ha stregato il cuore. 

Un amore a distanza il nostro, d’altri tempi, infatti io e l’affascinante terra islandese non ci siamo ancora mai visti. Non dal vivo, perlomeno, ma mi sono riempita gli occhi di meraviglia con le tante immagini facilmente reperibili sul web. Già nel 2016 questa Nazione aveva colpito il mio interesse, tanto da accendere l’ispirazione per un romanzo, La metà imperfetta, che solo di recente, quattro anni dopo, ha visto la pubblicazione, e proprio per questo motivo ho iniziato a documentarmi con sempre maggiore curiosità circa il paesaggio, la cultura, i miti e le leggende dell’Islanda.

Voi lettori state rispondendo positivamente a questa ambientazione, i luoghi di cui ho narrato nel mio romanzo vi hanno colpito e ne sono oltremodo felice, in molti mi avete chiesto di pubblicare degli approfondimenti in merito e tanti altri si sono ripromessi di realizzare un viaggio in Islanda, cosa che ho fatto io stessa: non appena questo virus diventerà uno spiacevole ricordo, prenderò quell’aereo e coronerò il sogno di vedere tutta la magia di quest’isola con i miei stessi occhi e non dietro al computer!

Per il momento siamo costretti ad accontentarci di un viaggio virtuale, e il nostro viaggio parte dalla capitale: Reykjavík.

Sapevate che Reykjavík è la capitale più settentrionale del mondo? A vederla sembra un “paesone”, se confrontata con gli standard internazionali, i suoi edifici colorati dal design surreale lasciano a bocca aperta i turisti, mettono allegria e risaltano ancora di più d’inverno, quando la neve imbianca le strade. La capitale islandese è piccola, come dicevamo, ma non manca nulla e oltre a essere il fulcro della movida del venerdì sera è ricca di musei, arte, eccellenti ristoranti, bar e caffé alla moda; alcuni dei quali durante il weekend si trasformano dopo la mezzanotte in veri night, dove fare baldoria fino alle sei del mattino.

Reykjavík è la meta numero uno per chi si reca in Islanda, la vicinanza con l’aeroporto fanno della città la base di partenza dalla quale partono i migliori collegamenti con il resto dell’isola, la strada Anello – ovvero la principale strada d’Islanda – passa proprio da lì e percorre in cerchio tutti i luoghi di maggiore attrattiva turistica. Ma oltre le comodità, la movida, i locali alla moda, i centri commerciali dove fare shopping (a caro prezzo, vi avverto!) come lo Smáralind, sollevando lo sguardo vi renderete conto della cornice invidiabile nella quale sorge: affacciata sul mare tumultuoso, l’aria limpida che vi riempie i polmoni, e sullo sfondo schiarate le montagne innevate.

Djammið: facciamo festa!

Come vi dicevo, durante il weekend la notte a Reykjavík si fa vivace. Gli islandesi adorano consumare alcolici, oltre a bere litri di Cola e caffè, nel preserata preferiscono rifornirsi nei più economici Vínbúðin – spacci statali – e conservare il denaro per i bagordi che avranno inizio dopo la mezzanotte. Nell’attesa che scocchi l’ora goliardica è usanza radunarsi a casa di amici o fare veri e propri tour in macchina – rùntur – per le vie della città.

Durante il weekend gli islandesi non badano a spese per le consumazioni alcolice, e passano da un bar all’altro anche fino alle sei del mattino. Va da sé che a mano a mano perdano di inibizione diventando parecchio rumorosi. Sarà per questo che in Islanda non esiste l’usanza del pranzo domenicale in famiglia? Se anche la trascorrono insieme ai propri cari, preferiscono dedicare la domenica al relax totale.

Per chi si reca in Islanda da turista, e si ritrova per le strade caotiche della capitale durante il venerdì/sabato sera, è importante sapere che non vengono serviti alcolici a chi non abbia compiuto i vent’anni – età minima per bere – ed essendo gli islandesi molto scrupolosi e testardi non vi sarà versata una goccia d’alcol se non avrete esibito i documenti: dunque, carta d’identità sempre alla mano, o rischiate di essere gli unici sobri in circolazione! Inoltre, è consigliabile ordinare bevande tipiche del luogo come: 64° Reykjavík (microdistilleria), Brennivín solo per stomaci di ferro (la gradazione di questo distillato, simile alla grappa, può arrivare fino a 80°. Non a caso conosciuto anche come “Morte nera”, e Sunday, la protagonista del romanzo ne sa qualcosa), Floki (Wisky islandese single malt), Opal (Vodka 52° aromatizzata alla menta e liquirizia). Oppure, per restare su qualcosa di più leggero, la birra locale più diffusa: Egils, Gull, Thule (che ritrovate in La metà imperfetta durante il rùntur), e la Viking.

Cosa non possiamo perderci durante una vacanza a Reykjavík:

Tutti i luoghi di maggiore interesse turistico della capitale si trovano nel centro, una zona con molte vie pedonali, negozi, viali in riva al lago o al mare e musei.

  • Vecchia Reykjavík: il quartiere ruota intorno al lago cittadino Tjörnin ed è il cuore della capitale. Da qui partono la maggior parte delle visite guidate a piedi e, fra il lago e il parco Austurvöllur potrete ammirare la bellezza e particolarità degli edifici storici tra cui il Raðhús (Municipio) e l’Alþing (Parlamento).
  • Museo Nazionale: la sezione più interessante ed esaustiva è quella dedicata alla storia della cultura islandese, dalla colonizzazione fino all’epoca moderna.
  • Vecchio porto: quartiere del centro storico dove poter visitare musei e birreri artigianali.
  • Hallgrìmskirkja: se siete amanti dell’architettura modernista, non potete perdervi la visita di questa chiesa che sorge limitrofa all’antico centro di Reykjavík. Costruita utilizzando un enorme blocco di basalto – la roccia lavica – ospita al suo interno il Klais Organ, un organo a canne alto 15 metri e composto da 5275 canne. Ai turisti è consentito ssalire sulla torre alta 75m per godere la vista della città affacciata sulla baia.
  • Harpa: la sala da concerto super scintillante.
  • Laugardalur: per un sano relax, qui trovate una delle tante piscine geotermali presenti su tutta l’isola da nord a sud.

La leggenda: come nacque la capitale d’Islanda.

Sarebbe stato strano se la nascita di Reykjavík non fosse stata legata a una leggenda. E infatti, secondo i racconti tramandati dal popolo islandese, fu il vichingo Ingólfur Arnarson, giunto nell’874 di fronte alle coste meridionali in cerca di nuove terre, a contribuire alla creazione della capitale d’Islanda.

La leggenda narra che Ingólfur gettò in mare le colonne del suo trono perché gli dei potessero scegliere dove sarebbe sorto il nuovo insediamento, le onde le trasportarono a riva su una baia nebbiosa per via delle sorgenti calde e il re, obbedendo al volere degli dei, vi fondò la sua città chiamandola Reykjavík, cioè “baia di fumo”.

Concludo l’articolo già abbastanza corposo con 5 curisità su Reykjavík:

  • Dal 1924 al 1984 a Reykjavík non era possibile possedere un cane: un motivo vero e proprio, che possa essere spiegato e definito, non c’è. Semplicemente la capitale era considerata non adatta per ospitare cani che, invece, erano ben accetti nelle zone rurali. Avendo approfondito un po’ il carattere islandese, mi sono fatta l’idea che la città non fosse ben attrezzata per mantenere la pulizia: appositi distributori di sacchetti per la raccolta delle deiezioni, per esempio. Aree di sgambamento cittadine dove lasciar correre il proprio cane in tutta libertà e sicurezza.
  • Fino al 1960 nella capitale si abitava ancora nelle tipiche case di torba, ora in forte diminuzione al punto di essere quasi introvabili. Di sicuro non le si trova in centro città, o nelle zone immediatamente limitrofe.
  • Prima l’ho definita “paesone”, ricordate? Il motivo è che Reykjavík pur essendo il maggiore centro abitato del paese conta all’incirca 120 mila abitanti. La nostra capitale, Roma, conta una popolazione che supera i due milioni ma, se vogliamo restare nel “piccolo”, a Ravenna vivono 159 mila persone.
  • Non esistono McDonald’s o Starbucks. L’ultimo hamburger d’Islanda del McDonald’s risale a 10 anni fa, ed è ancora intatto: sì, è stato conservato e, a oggi, non si è mai decomposto; questo non significa che non potrete gustare hamburger e patatine, potete farlo ma solo presso bistrot locali.
  • Non ci sono neppure le zanzare! Questo in realtà vale per tutta l’isola, e la ragione è riconducibile al clima repentino che non gli dona tempo a sufficienza per completare il loro ciclo riproduttivo. State già facendo le valigie, non è vero?
Qui si conclude la prima tappa del viaggio virtuale nell’Islanda che mi ha stregato il cuore, ma anche e sopratutto nell’Islanda de “La metà imperfetta”. Sì, perché l’intenzione è di percorrere insieme, articolo dopo articolo, tutte le tappe del romanzo. Dunque non mi resta che darvi appuntamento alla prossima “gita”.

Cinzia La Commare.

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