Matrimonio di convenienza
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Recensione: “Matrimonio di convenienza” di Felicia Kingsley

Ci ho preso gusto, lo ammetto! Del resto, con la precedente recensione vi avevo già detto quanto avessi amato alla follia lo stile di Felicia Kingsley, quindi ho deciso di recuperare leggendo anche “Matrimonio di convenienza”.

Come per “Due cuori in affitto” (potete leggere QUI la mia opinione), arrivo in ritardo ma questa volta è davvero clamoroso. “Matrimonio di convenienza” risale addirittura al 2017! Tuttavia, il bello dei libri è proprio questo: non è mai troppo tardi per leggerli. Non hanno scadenze, e sanno arrivare sempre al momento giusto.

Un solo libro sarebbe stato troppo poco per farmi un’idea chiara, reale, per affermare con assoluta certezza che Felicia Kinglsey fosse entrata a far parte della mia schiera di autrici preferite; non sono poi tante, a dire il vero. E, soprattutto, non è garantito che postazioni e classifiche non possano mutare con il tempo.

Ora però sono al secondo libro letto della Kingsley, e anche questa volta, sebbene l’ambientazione diversa, ho riso come una pazza (di punto in bianco, da sola, facendomi prendere realmente per matta da mio marito all’altro capo del divano). Mi sono emozionata tanto, mi sono arrabbiata, ho patteggiato per l’uno o per l’altra voce narrante – i due protagonisti – li ho ammoniti un po’ per ciascuno. Mi sono immedesimata, e persino con l’antagonista di questa storia, Delphina, alla quale non ci si può non affezionare malgrado gli spigoli del suo carattere!

Per lo meno, io le ho voluto bene. (I SALI!).

Matrimonio di convenienzaMatrimonio di convenienza mi ha assorbita: 

ebbene sì, sono stata risucchiata un’altra volta dal ritmo della narrazione. Dai dialoghi irriverenti, che scorrono veloci come le pagine che ho voltato sempre più curiosa di scoprire come saremmo arrivati al finale. I colpi di scena, quelli non mancano mai e ogni punto irrisolto, come per l’altro libro, ha trovato soluzione nel momento giusto; questa storia fila, signori! E senza intoppi, dimenticanze, buchi di trama…

I capitoli sono alternati, affidati quindi ai due protagonisti e in prima persona al presente. La descrizone dei luoghi, come dei personaggi, è minuziona ma ben diluita senza risultare pesante, o noiosa. Felicia Kingsley da al lettore le giuste informazioni al momento opportuno, non si incarta e non si perde in inutili lungaggini.

Di cosa parla Matrimonio di convenienza?

La storia è ambientata in Inghilterra, e mette a confronto due realtà ben distanti: quella della nobiltà, infatti Ashford è il Duca di Burlingham nonché rampollo assai ambito tra le nobildonne in cerca di marito, e una truccatrice teatrale figlia di genitori hippie che sono fuggiti insieme per amore. Niente e nessuno penserebbe che questi due mondi possano incontrarsi, in qualche modo, ma Felicia Kingsley ha trovato la giusta chiave per unirli: debiti da una parte, fortunata eredità ma con clausola dall’altra. Nel mezzo, un avvocato in comune e il compromesso come unica soluzione. Leggi QUI la trama di Matrimonio di convenienza.

Presto arriverà in libreria un nuovo libro firmato Felicia Kingsley che leggerò sicuramente, mi restano ancora altri due titoli da recuperare,“Una cenerentola a Manhattan” e “Stronze si nasce”, e m’impegnerò per riuscirci tra una cosa di lavoro e l’altra. Ah, quasi dimenticavo! Sì, la Kingsley si è guadagnata una postazione tra le mie autrici preferite, ma forse lo avevate già intuito e non ci sarebbe stato bisogno di precisarlo.

Cinzia La Commare.

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